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12 DICEMBRE

Villa Berti

La Chiesetta, da San Rocco a Padre Marco d’Aviano

Il Primo insediamento risale al 1574, dopo la donazione fatta ai frati cappuccini dalla famiglia Melchiori di Oderzo. La confraternita, detta di San Rocco e precedentemente edificata, si suppone sia stata nominata così in seguito a un voto espresso nel corso di un’epidemia.

Tra il 1630 e il 1624 le necessità di manutenzione e maggior spazio per ospitare la comunità di frati che era in crescita, portano all’ampliamento della struttura.

Intorno al 1700, la chiesa cambia nome da San Rocco a Chiesa di Santa Sabina, grazie alla concessione da parte del cardinale Pietro Ottoboni ai frati cappuccini di Oderzo del corpo di Santa Sabina martire romana. Il corpo fu collocato sotto l’altare della cappella laterale insieme alla pietra del sepolcro, che fu ritrovata semidistrutta subito dopo la prima guerra mondiale. La pietra sepolcrale fu poi ricomposta e trasportata al duomo di Oderzo, dove risiede tuttora, e murata nei pressi del coro.

 

Sulla pietra si legge la seguente iscrizione:

BENEMERENTI IN PACE

SABINAE DULCISSIME COING. QUI

VIXIT MECUM ANNI V 

MESSEM II

 

Al fianco sinistro dell’iscrizione si trova il monogramma di forma costantiniana di Cristo, sotto il quale si vede una colomba che porta nel becco un ramo con foglie.

Secondo mons. Maschietto, storico della diocesi di Vittorio Veneto, si tratta di un’iscrizione non pagana che risale al massimo al IV secolo (epoca costantiniana) mentre secondo lo storico Albrizi Almoró si tratta di S. Sabina sull’Aventino che subì il martirio sotto l’imperatore Adriano intorno all’anno 127. Nel secondo caso, l’iscrizione sarebbe databile al II secolo e non IV secolo.

La devozione a Santa Sabina continuò a Oderzo per molti anni, tanto che nell’ottava di Pasqua una processione muoveva dal duomo alla chiesetta di San Rocco. 

Della struttura originaria della Chiesetta è rimasto ben poco, in quanto fu rifatta e ingrandita intorno al 1620-1624 e poi quasi completamente distrutta nel corso della prima guerra mondiale. L’aspetto attuale che mantiene la tipica impronta dei luoghi di culto dei frati cappuccini, le fu dato dalla famiglia Berti intorno agli anni 1920-1930.

All’interno della storia della chiesetta è da annoverare l’incarico come superiore del convento che ricevette nel 1674 Beato Marco D’Aviano, prima di dedicarsi completamente all’attività di predicatore.

QUIZ

Il più veloce che risponderà correttamente si aggiudica il catalogo della mostra archeologica di Oderzo Cultura e un buono spesa in pescheria per una scorpacciata di pesce!

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